Il discorso del re (l'ultima cafonata del regno anglosassone)


KING SPEECH

Regia: Tom Hooper
Interpreti: Colin Firth, Geoffrey Rush, Guy Pearce, Helena Bonham Carter
Fotografia: Danny Cohen
Montaggio: Tariq Anwar


Duca di York, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono Lady Lyon, sua consorte, e le tecniche strabilianti di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari Bertie scalzerà il fratello, salirà al trono e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista.

Il discorso del re è il massimo esempio di perfezione stilistica e tecnica, è il massimo esempio di ricerca dell'inquadratura, nulla è lasciato al caso, figuriamoci se stiamo parlando di un film in costume di nazionalità angloterrena. Tutto combacia, campo, controcampo, soggettiva, (lo sò in film di questo livello DEVE esser per forza di cose ma qui è diverso, è difficile da spiegare, c'è troppa perfezione e questo mi piace!


C'era da apettarselo, lo stile intrapreso da Hooper è molto lento, pacato, sinuoso, complice un english - style marcatissimo, (è come stare in una saletta sorseggiando thè come riferisce Mr bottiglia pronta ); e dato anche l'argomento storico potrebbe anche starci, voglio dire, dai primi 5 minuti si intuisce chiaramente che si tratta di una pellicola inglese, e potrebbe anche essere una paraculata, facciamo un film storico, cazzo ci cade proprio a fagiuolo e via col marketing d'oltremanica. Ora veniamo alla comicità, vogliamo parlare delle scenette "comiche"? ne vogliamo proprio parlare? Scritte benissimo a tavolino ma che puntualmente fuori dalle terre della regina lasciano il tempo che trovano; personalmente non mi sono dispiaciute, diciamo che le ho apprezzate in quanto (inglese convertito solo per la durata della visione). La sequenza del susseguirsi delle lezioni nello studio di Lionel è da antologia, per non parlare dei dialoghi "sassi setacciosi setacciasassi, fottistronzofanculo) cazzo! è humor inglese (quello che ci vorrebbe per i coglioni dei Parenzina e non solo tette culi e fighe... anche se modestamente...) 


Gli interpreti in grandissimo spolvero, oltre a Colin Firth, enorme elogio per Geoffrey Rush e Elena Bonham Carter sempre all'altezza e sempre con il suo personalissimo stile. Ora veniamo alle conclusioni, le incette di premi sinora sono tutti meritatissimi, i Bafta poi sono stati un tripudio (ti credo giocavano in casa), persino le nomination agli oscar, nulla da dire (spero solo che non oscuri il Grintosissimo film dei Cohen); a conti fatti Il discorso del re è il film perfetto, tecnicamente parlando, ma in quanto a emozioni è un pochino scarno e la carenza si sente, eccome se si sente e la vogliamo dire tutta, la prossima volta un pò meno english - style, perchè a lungo andare si muore di noia da una certa in poi.. (non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o meno)
 
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9 commenti:

  1. Non mi è dispiaciuto, anche se ogni tanto mi scappava un occhio...
    Sul versante British ho gradito maggiormente la commedia di Frears.

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  2. Complimenti per il post ma anche il titolo :-)

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  3. @lucien: Frears lo conosco ben poco, vedrò di acculturarmi..

    @Tizy: obrigado!

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  4. io adoro lo stile british, ma quello nuovo, non questo da monarchia giurassica.
    mai piaciuti poi i film troppo perfettini. ché poi non capisco tutto 'sto clamore nei confronti di un film storico assolutamente nella media di tanti altri prodotti del genere e che presto passerà nel dimenticatoio come i vari pazienti inglesi e film da awards del passato. per scomodare il bardo: molto rumore per nulla

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  5. Per una volta sono d'accordo con Cannibale.

    Per scomodare il Bardo, Il discorso del re è una sonora martellata nei coglioni. :)

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  6. A proposito, Lorant, grazie della citazione! :)

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  7. A me è piaciuto e pure al mio vicino di sala che si è fatto un bel pianto insieme a me.

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  8. @cannibale: io adoro la perfezione, cmq non c'eran dubbi che ti piacesse lo stile british (vecchio o nuovo che sia) radical come sei..
    E' un film intelligentissimo, da festival, fatto bene con gli interpreti giusti, niente più, nel giro di 2 mesi sparirà nel dimenticatoio.

    @ford: a volte si, avevo intezione di spararmi nei coglioni, è vero. Di nulla Ford!

    @ kylie: a me diciamo che non mi è dispiaciuto, però alla lacrime non ci son arrivato. :)

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