La passera dormiente di Antonioni


Al di là delle nuvole
 Michelangelo Antonioni
&
Wim Wenders

interpreti:
John Malkovich, Fanny Ardant, Sophie Marceau, Peter Weller,
Kim Rossi Stuart, Jean Reno, Marcello Mastroianni

Fotografia: 
Alfio Contini, Robby Muller

Montaggio: 
Michelangelo Antonioni, Peter Przygodda, Lucian Segura 


Dopo una lunghissima pausa di oltre dieci anni per via di una malattia Antonioni si serve di quattro racconti tratti dalla sua raccolta “Quel bowling sul Tevere” per dar vita al suo prossimo film : quattro storie d’amori impossibili, anomali, irreali, consumati in un tempo istantaneo o trascinati in un tempo infinito, come una musica che cerca, senza mai trovarla, l'armonia che possa dargli quiete ed equilibrio.


In realtà, quello che traspare dai lunghissimi tipici piani sequenza di Antonioni è una ricercatezza del silenzio, della quiete, della calma in cui cullarsi dolcemente riflettendo sull'avvenire e su ciò che è passato. Personalmente adoro i silenzi cinematografici, li trovo di una bellezza unica, il più delle volte in quei momenti sei all'apice della concentrazione e ne trai spunto per incanalarti maggiormente nella psiche del protagonista. Se poi invece sei un cazzone qualunque reputi "quei" silenzi dei buchi vuoti senza senso, e naufraghi  con la mente pensando a che video spararti su youjizz.

Quella di Antonioni è una pellicola di riflessione, tutto procede lentamente, anche il montaggio insieme ai piani sequenza (pallino di Micky) aiuta a concedere quella lentezza filmica che a lungo andare potrebbe anche rischiare di annoiare, ma qui complice anche la sceneggiatura viene usato un vecchissimo sotterfugio per "risvegliare" lo spettatore e farlo balzare in piedi con le antenne tese in aria...cosa sarà mai?!?! 

signore e signori c'è figa per tutti!

Nelle scene hard Antonioni ci va dentro come un matto, e non sto parlando di tettine che si intravedono per poi staccare su sbaciucchiamenti vari, qui si va sul pesante ed è proprio quello che ci vuole dopo aver "riflettuto abbastanza sul da farsi". Il modo migliore per svegliarsi dal letargo filmico.


Complice ovviamente anche una sceneggiatura scritta di tutto punto e adatta per l'occasione, il Maestro ferrarese non si lascia sfuggire l'opportunità e sfoggia una delle più belle direzioni attoriali nelle scene d'amore italiane, e siamo solo nel 1995. 
(la migliore è quella con Malkovich e la Marceau)


Le scene di sesso sono interfacciate in dissolvenza con i momenti di quiete e tutto scivola lentamente verso la fine, il tutto allietato con una colonna sonora a base di U2 e Lucio Dalla.


 Una volta abituato lo spettatore a questa serie di de-interlacciamenti continui non se ne riesce più a farne a meno e si vorrebbe continuare così per ore e ore..


e Antonioni ci accontenta, eccome se lo fa
 

continua a oltranza senza preoccuparsi di nulla, sà che sta andando sul sicuro, se poi si tratta di un film italiota sta andando sul sicurissimo!


nemmeno lui riesce a smettere, è più forte di lui


non ce la fa, è un climax inarrestabile!

Dopo Zabriskie e Blow queste Nuvole son di tutto rispetto.

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4 commenti:

  1. Mah...un film erotico "vestito" da film d'autore..Secondo me è semplicemente il risultato di una mancanza d'idee, un vuoto riempito a suon di nudi e silenzi pretenziosi.

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  2. Il grande Antonioni che conosciamo di sicuro non lo vediamo esprimersi al massimo qui, cmq nuderie a parte, e mancanze di idee, i silenzi non li definirei pretenziosi, sono una delle poche cose che funzionano in tutto il film.

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  3. un film con sophie marceau nuda e io non l'ho visto? ma perché?

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  4. Tanti cari auguri di buone feste e felice Anno Nuovo a te e ai tuoi cari.
    Con affetto
    Giulia

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